Come cambia il posizionamento su Google per aziende con l’AI

Difficoltà nel posizionamento di un sito web
04Apr, 2020

Il desiderio di ogni titolare d’azienda è di vedere salire il posizionamento su Google del proprio sito web e ricevere, così, un numero sempre crescente di contatti da potenziali clienti. Si tratta di un argomento molto complesso da poter essere sviluppato nella sua interezza in un solo articolo. Oggi ti voglio parlare di una nuova componente che ha reso ancora più efficaci gli algoritmi di Google: l’Intelligenza Artificiale (AI).

Ogni esperto SEO ha le proprie convinzioni e i propri ‘segreti del mestiere’. Una cosa però è molto importante: non puoi capire come migliorare il posizionamento del tuo sito web se non sai come ragiona l’algoritmo di Google.

Inizio subito con il darti una ‘brutta notizia’: Google non ha solo un algoritmo, ma più di uno!


RankBrain  e l’utilizzo di Google dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale crea algoritmi in grado di dotare una macchina della capacità di compiere operazioni e ragionamenti complessi in poco tempo, risolvere problemi, memorizzare gli errori per non ripeterli.

Grazie al suo algoritmo RankBrain, basato sull’intelligenza artificiale, Google elabora i risultati di ricerca e li ordina in modo adeguato, in base alla ricerca effettuata. Questo algoritmo, integrato dal 2015, entra in gioco in qualsiasi momento venga fatta una ricerca su Google.

Si tratta di un sistema molto intelligente ed autonomo, che analizza i miliardi di dati derivanti da una ricerca. La sua efficacia è facilmente comprensibile se si pensa che RankBrain non solo analizza le parole cercate dall’utente ma è in grado di comprendere l’intera semantica di una frase, riuscendo a capire quali concetti stia veramente cercando.

Inoltre, RankBrain è in grado di memorizzare le ricerche effettuate in precedenza dallo stesso utente e quindi di utilizzare la propria esperienza per aiutarlo nel modo migliore nella sua ricerca.

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Un nuovo aspetto a cui prestare attenzione

Ma come possiamo far sì che la nostra azienda si posizioni in modo corretto durante una ricerca online? Quando creiamo il nostro sito web, dobbiamo ricordarci che non sono importanti solo le keyword, ma anche la descrizione accurata di ciò che offriamo.

Algoritmi come RankBrain, sono in grado di riconoscere un buon sito, strutturato in maniera corretta, da uno inefficace.

Ecco quindi che quando si utilizza il motore di ricerca per acquistare un determinato bene o servizio, l’algoritmo posizionerà al primo posto, il portale che secondo i suoi criteri è la migliore risposta.

Supponiamo di aver da poco acquistato casa e di volerla arredare. Vogliamo cominciare dalla camera da letto e digitiamo le parole nella barra di ricerca di Google. Attraverso una velocissima ricerca, RankBrain potrebbe suggerirci, tra i siti migliori, quello di Maisons du Monde.

Perché avviene tutto ciò?

Senza pensare di banalizzare il ragionamento e di considerare RankBrain come l’unico algoritmo presente su Google, possiamo comunque fare un particolare ragionamento. Tutti i fattori che migliorano l’ottimizzazione della pagina, una buona strategia di backlink, sono tutti elementi importantissimi, ma c’è di più.

È il pubblico a decidere come un sito web (di arredamenti) deve essere fatto!

Un visitatore che non si trova a proprio agio con l’interfaccia di un sito web, per esempio, lo abbandona molto velocemente e ritorna su Google per visitarne uno maggiormente intuibile.

Non esistono solo i meta tag a cui devi prestare attenzione per un corretto posizionamento, ma è indispensabile capire, per quella precisa parola chiave, che tipo di pagina web l’utente si aspetta di trovare.

Title e meta description rimangono sempre i due pilastri di una buona ottimizzazione per Google e di conseguenza per gli altri motori di ricerca. Per non parlare della accessibilità da dispositivi mobili. Ogni pagina del sito della tua azienda non può non sottostare a queste regole di base. 

Oggi, che la lotta delle aziende alla ricerca di un buon posizionamento si fa sempre più agguerrita, è necessario compiere un passo in avanti.

Google si ispira al ragionamento che compiono i suoi utenti. Su questi dati calibra il suo algoritmo per poter essere più simile a loro, per ragionare come loro, per capire ciò di cui hanno bisogno.


La difficoltà più grande? Capire il pattern che premia le pagine

L’intelligenza artificiale è in grado di studiare il bisogno dell’utente, il motivo della sua ricerca, anche perché può incrociare diversi dati: 

  • quale sito viene consultato indipendentemente dal posizionamento
  • quanto tempo l’utente trascorre su quel sito (e/o su quello successivo)
  • quali sono le informazioni che realmente sta cercando

Un buon modo, ma abbastanza difficile, per rendere il sito competitivo, è l’utilizzo dei giusti pattern. Il nostro sito non deve dare solo informazioni utili ed esaustive, ma deve anche essere strutturato in maniera corretta, intuitivo e che sia comodo per l’utente durante la navigazione.

La comodità di un sito è data dalla facilità di trovare ciò che serve, tramite pulsanti posizionati nel modo giusto, collegamenti, immagini, ecc.


Arriva Bert e tutto si complica (o semplifica?)

Nel 2019, Google modifica i suoi algoritmi con l’introduzione di Bert, un sistema di rete neurale artificiale che è in grado di comprendere il linguaggio umano. Per farla semplice, Bert è un potenziamento di RankBrain in grado di analizzare le query più complesse e articolate, di analizzarne il contesto e di fornire risposte più pertinenti.

Prima di questo aggiornamento infatti, Google analizzava parola per parola senza tener conto di alcuni elementi, che da soli non hanno significato, ma all’interno di una frase, ne cambiano sostanzialmente il senso.

Un esempio dell’efficacia di Bert lo possiamo vedere nella ricerca: ”chi lavora in ufficio sta molto tempo curvo su una scrivania”. Inserita su Google, fino a qualche anno fa, avrebbe prodotto dei risultati inerenti le varie tipologie di lavoro negli uffici e avremo probabilmente trovato anche alcuni modelli di scrivanie o arredamento di uffici.

L’algoritmo Bert, invece, capisce tramite l’intelligenza artificiale che la frase è stata digitata per trovare dei modi per assumere una corretta postura, analizzando il contesto e capendo le esigenze dell’utente.

L’algoritmo studia il comportamento dell’utente e ne capisce le esigenze, offrendo migliori risultati alla sua ricerca.

Tutti questi aggiornamenti portano ad un’unica conclusione: per un’azienda il posizionamento del proprio sito su Google deve essere un investimento continuo. Essere nella prima pagina dei risultati oggi non significa esserlo anche domani.

La SEO non deve essere vista solo come una tecnica. I contenuti della pagina che illustra un tuo prodotto o servizio devono essere prima di tutto di qualità. Solo grazie al coinvolgimento del pubblico, infatti, la tua azienda avrà modo di subire le conseguenze degli aggiornamenti di Google in maniera molto lieve.

La legge Content is the King è, e sarà, sempre valida. Ma oggi, più che mai, potrei dire che User is the King.

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1 Comment

  • I vantaggi del sito one page per le attività locali - Comunicare Social Media 7 Aprile 2020 @ 9:22

    […] sui piccoli schermi. D’altro canto la tua azienda vuole un sito ottimizzato per la SEO e, anche in questo caso, il sito one page rappresenta la soluzione perfetta per il tuo […]

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