Come portare traffico sul sito web gratis ed aumentare l’engagement

Come portare traffico sul tuo sito web
13Lug, 2021

In passato, sempre su questo blog, abbiamo parlato della pubblicità a costo zero. Se ti è sfuggito, ti consiglio di leggere quell’articolo. Ti dico subito che non si tratta di evitare di pagare le spese pubblicitarie. Sono alcuni pratici consigli su come portare traffico sul tuo sito web ed ottenere un iniziale ritorno economico che servirà a coprire i costi delle promozioni online.

In un altro articolo ti abbiamo dato alcuni consigli su come utilizzare il funnel marketing per ottimizzare i soldi spesi nella tua pubblicità con Facebook Ads. Niente di così complicato, ma è essenziale che tu l’abbia letto perché contiene la spiegazione di 5 errori comuni che gli inserzionisti più inesperti commettono su questa piattaforma.

Per non dimenticare mai che il web non è altro che il riflesso di quello che accade nella vita reale, abbiamo scritto anche un interessante articolo su come utilizzare al meglio la tua pagina Facebook per scatenare un passaparola utilissimo per la tua attività.

Nell’articolo di oggi ti voglio parlare di alcuni interessanti elementi che devi assolutamente valutare se desideri aumentare il traffico sul tuo sito web o alzare il livello di engagement dei tuoi post su Facebook, ma andiamo con ordine…


L’importanza del tuo brand nei risultati delle ricerche su Google

Amazon

Lo sai quanto è importante il tuo brand? In passato avevamo parlato di brand reputation e brand identity per ristoranti. Oggi guardiamo questo aspetto dal punto di vista dei motori di ricerca. Prima però ti faccio un indovinello:

Sai quali sono i brand nel mondo con il più alto valore economico?

Beh, se hai visto la foto qui in alto, probabilmente avrai capito che al primo posto c’è proprio Amazon. Sei curioso di sapere quali sono gli altri marchi nelle prime posizioni? Ce lo dice Brandirectory con la sua Global 500 2019.

Tornando la nostro argomento: quante volte ti sei chiesto quali sono i fattori che determinato le varie posizioni nei risultati di ricerca su Google?

Ce ne sono tantissimi, forse centinaia, ovviamente non tutti hanno lo stesso peso. Una cosa è certa: nessuno lo sa! Si possono fare solo delle ipotesi e testarle per averne la conferma.

Ebbene, a quanto pare, il brand è proprio uno di questi, e i motivi sono 2:

Come portare traffico sul sito facendo branding

  • Probabilmente anche tu sei un cliente abituale di Amazon. Se hai bisogno di acquistare qualcosa online, dopo magari aver navigato un po’ in rete, cosa fai? Vai sul sito di Amazon e cerchi quel prodotto. I motivi per cui facciamo questa operazione sono tanti: il prezzo, il customer care, la certezza di trovare quello che cerchiamo, ecc. Google, che è un algoritmo, semplicemente non fa altro che registrare tutte queste ricerche dirette. La ricerca di un brand quindi è un segnale evidente che per te quel brand significa fiducia, che è all’interno del suo sito ufficiale che vuoi andare. Google impara e si comporta di conseguenza: mostrerà a tutti le pagine di quel brand in una posizione di grande visibilità.
  • Se hai notato, da qualche settimana, Google mostra accanto ai risultati di ricerca, una piccola icona (favicon) che identifica il sito di cui quella pagina fa parte. Perché questa scelta? Perché Google ha visto che sempre più spesso le persone amano visitare i siti di cui hanno maggiore considerazione. Tornando all’esempio di prima, se facendo la ricerca di un prodotto su Google ci capita di trovare risultati molto simili fra loro, probabilmente andremo a visitare non tanto il sito web che si trova al primo posto, ma (sempre rimanendo con lo sguardo nelle prime posizioni) quello che riconosciamo come più affidabile. In questo modo Google impara dalle nostre azioni.

Non sottovalutare, quindi, l’importanza del tuo brand (non importa la dimensione della tua attività), perché, come hai visto, è uno dei segnali tenuti in forte considerazione da Google e può fare la differenza in termini di traffico verso il tuo sito web.


Non serve sapere sempre tutto: puoi essere molto più coinvolgente se fai delle domande

Coinvolgi i tuoi followers con delle domande

In questo blog abbiamo suggerito tanti consigli su come scrivere al meglio i tuoi post. In particolare abbiamo visto il caso di pasticcerie, palestre, studi dentistici, pizzerie, hotel, bistrot e truck food.

Oggi ti voglio parlare di qualcosa di molto semplice e, allo stesso tempo, applicabile un po’ a tutti i settori.

Sai come funziona l’algoritmo di Facebook e perché alcuni tuoi post hanno una copertura (numero delle persone a cui vengono mostrati) più alta degli altri?

La risposta è una sola: engagement, ovvero, coinvolgimento. Quanto più Facebook vede che un post risulta interessante, tanto più è ben disposto a mostrarlo a più persone possibili. A Facebook non interessa il contenuto di ciò che scrivi, e neppure la qualità della foto che utilizzi (tutti fattori che aiutano!), ma quanto il tuo post riesce a stimolare gli utenti: like, condivisioni, commenti, visualizzazioni, ecc.

Ok, fino a questo punto, magari, ci eri arrivato anche da solo, ma, qual è il consiglio?

Stimola il tuo pubblico.

Dare una notizia dopo averla già letta altrove (e magari anche in ritardo) non genera il minimo interesse. Ovviamente non puoi passare la tua giornata alla ricerca di novità per essere il primo a diffonderle.

Una cosa, però, puoi farla: chiedi ai tuoi followers la loro opinione in merito. Magari inizia tu per primo a dare la tua opinione, ma stimola gli utenti a fare altrettanto. Vedrai, molte persone amano dare la propria opinione un po’ su tutto!


Se proprio non puoi fare a meno degli annunci ppc, meglio usare le parole chiave o frasi più spontanee e accattivanti?

annunci ppc automatici o umani

Ormai lo sanno tutti: Google mette a disposizione degli inserzionisti una vasta gamma di strumenti utili per capire quali sono, settore per settore, le ricerche più frequenti, ovvero, le parole chiave più cliccate.

Cosa c’è di meglio, allora, che creare annunci ad hoc proprio utilizzando queste parole? Non solo mostrare ad un utente proprio la stessa parola chiave appena cercata, ma inserire all’interno della parte descrittiva dell’annuncio anche tutte le ricerche correlate più frequenti. Verrebbe da dire, quindi, che un robot sia in grado, elaborando i risultati, di ottenere l’annuncio perfetto.

E, invece, non è così!

Sicuramente il suo annuncio sarebbe molto migliore di tanti altri che solitamente leggiamo su Google, ma non è perfetto, o, almeno, il cervello umano, in questo caso, vince sulla macchina.

Non è sempre vero che ciò che stiamo cercando corrisponda esattamente a cosa ci aspettiamo realmente di trovare.

Un annuncio ben scritto, infatti, contiene quelle piccole sfumature, quegli aggettivi o quella intonazione che li rende molto più attraenti rispetto a quelli più didascalici.

Non dimenticare quindi, la sfera emotiva di chi sta cercando un tuo possibile prodotto o un’attività come la tua. Determinati bisogni, infatti, non sono essenziali e noi stessi non ne abbiamo la consapevolezza. I tool sono indispensabili per la creazione di un annuncio, ma non limitarti solo a quelli.


Ma quanti sono, in percentuale, i click fatti sugli annunci a pagamento su Google?

Percentuale dei click fatti su Google nel 2019

Una buona notizia (e forse inaspettata per molti) proprio all’interno di questo articolo in cui ci siamo concentrati sul traffico organico (non a pagamento). Da una recente analisi di SparkToro risulta che la percentuale delle ricerche fatte su Google in America (nel secondo quadrimestre di quest’anno, sommando pc e smartphone) che ha portato ad un click su un annuncio sponsorizzato è inferiore al 4%.

A questo punto vi spiegherete come mai, molte campagne che avete fatto con Google Ads avevano un CTR così basso! Non era solo colpa vostra, della scelta sbagliata delle parole chiavi e del basso punteggio di qualità del vostro annuncio. Tutti fattori importanti, per carità, ma solo se letti all’interno di questa fetta di ricerche.

Dal grafico risulta molto evidente come le persone preferiscano cliccare sui risultati organici piuttosto che su quelli a pagamento. Ora, non sono qui ad analizzare le motivazioni di questa scelta, ma non farti trarre in inganno: negli ultimi anni la percentuale di click su annunci a pagamento è comunque aumentata. Sarebbe strano il contrario, dopo aver notato che ormai sono saliti a 4 i risultati a pagamento nella pagina di Google e sono molto simili a quelli organici.

E l’altra fetta della torta? Non fa click!

Per noi si tratta solo di una curiosità, ma per Google questo è un dato su cui riflettere.

Ah, rimane un’altra fetta, hai notato? Quasi il 6% del click portano a siti di proprietà di Google stesso (per es. YouTube)! Mica male, eh?


Come portare traffico sul sito con uno sforzo medio, costo basso e potenziale di traffico alto

come portare traffico sul sito web grazie agli influencer

Adam Rogers ha scritto una guida (in inglese) davvero completa su come attirare visitatori su un nuovo sito web se hai bisogno di traffico.

Esistono almeno 20 modi per portare traffico sul tuo sito, ma ciò che li caratterizza sono:

  • Sforzo: il tempo l’abilità e l’esperienza richieste per mettere in piedi la strategia.
  • Costo: il budget pubblicitario per le eventuali ads.
  • Potenziale traffico: la quantità di visite generate.

Per fartela breve, ecco le 5 tattiche per portare traffico sul tuo sito che hanno un sforzo e costo basso, ma, potenzialità alta:

  • Scrivi un post sul tuo blog con i consigli degli influencer della tua nicchia
  • Scrivi articoli per fornire informazioni o risolvere problemi
  • Crea un podcast
  • Aggiungi varianti di parole chiave a coda lunga alle tue pagine
  • Fatti notare con i rich snippet

Per quanto riguarda la SEO ti invito ad approfondire questi argomenti:

Per quanto riguarda gli influencer:

  • Chiedi ad alcuni influencer quali suggerimenti si sentono di dare a chi sta per effettuare un acquisto di un prodotto del tuo settore.
  • Crea un elenco degli influencer più affidabili nella tua nicchia.

I tuoi clienti saranno felici di ricevere opinioni autorevoli. Gli influencer, da parte loro, saranno felici della notorietà che gli stai portando avendoli selezionati.


Rispondi alle domande di Quora per portare traffico sul tuo sito web

rispondi alle domande di Quora per portare traffico al tuo sito web

Ata Khan, nel suo articolo (in inglese), ci fa scoprire un nuovo modo per portare traffico sul nostro sito web in maniera completamente gratuita: la piattaforma social di domande e risposte Quora.

Forse ne hai solo sentito parlare e non sai che 300 milioni di persone in tutto il mondo amano visitarlo per fare domande e leggere le opinioni di tutti.

Rispetto a Google la differenza è abbastanza evidente: nel motore di ricerca i risultati sono prelevati in prevalenza da siti web, oltre che dai social network. Questo non favorisce la possibilità a chiunque di offrire il proprio contributo.

Di contro puoi trovare i contenuti trattati un po’ troppo superficiali e le risposte prive di una comprovata autorevolezza.

Ecco alcuni dei motivi per cui dovresti usare Quora:

  • Consapevolezza del marchio (migliaia di persone possono vedere la tua risposta)
  • Traffico (inserisci un link al tuo sito nelle tue risposte e nella tua biografia)
  • Ottenere idee per i contenuti emergenti (puoi rispondere alle domande che trovi più interessanti all’interno del tuo blog se non l’hai ancora fatto)

Se non sei ancora registrato su Quora ti invito a farlo. Successivamente, ecco alcuni passaggi che ti consiglio di seguire:

  • Completa il tuo profilo aggiungendo le tue qualifiche.
  • Modifica gli argomenti che conosci (sempre all’interno del tuo profilo): gli argomenti sono utilizzati per trovare i migliori esperti per rispondere alle domande.
  • Segui gli spazi già presenti che trattano gli argomenti di cui ti occupi.
  • Vai in Domande per te e inizia a rispondere alle domande in cui ti senti più competente. Utilizza delle foto per rendere più accattivanti le tue risposte. Crea degli elenchi in modo da essere conciso. Invita all’approfondimento con un link al tuo blog.

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