Come promuovere un’alimentazione sostenibile, naturale ed equa nel tuo ristorante e differenziarti dalla concorrenza

alimentazione sostenibile, naturale ed equa nel tuo ristorante
20Mag, 2019

La concorrenza tra ristoratori è spietata. Poco importa quale specialità si decida di proporre o che tipo di cucina caratterizzi il proprio ristorante: la concorrenza è sempre presente.
Come fare quindi a differenziare il proprio locale dalla concorrenza? Puntate tutto sull’alimentazione sostenibile, naturale ed equa.

Non è raro trovare ancora qualcuno che davanti le parole “alimentazione sostenibile” storce il naso. In molti, purtroppo, associano questa espressione ad alimenti vegetariani o vegani, cibi privi di gusto e poco appaganti all’occhio: falso!

Inutile negare che i vegetali sono parte integrante di questa alimentazione, ma non sono il piatto principale.

 

Cosa si intende per alimentazione sostenibile, naturale ed equa

La sostenibilità ambientale si base sull’idea di portare in tavola cibi freschi, non confezionati e rispettosi della stagionalità e del ciclo delle culture. Ormai non è difficile trovare le fragole in pieno inverno anche in Italia, ma non possono essere annoverate tra la frutta di stagione.

Questo tipo di alimentazione, però, non è solo composta da cibi freschi e salutari, ma anche da alimenti la cui produzione ha un basso impatto ambientale e rispettosi della salute della Terra. Il rispetto si traduce anche in una spesa oculata, volta a limitare il più possibile gli sprechi che, purtroppo, nei ristoranti sono sempre molto frequenti.

Limitare gli sprechi alimentari non solo è un comportamento saggio, ma consente anche di risparmiare parecchio denaro!

Alimentazione sana, rispettosa dei ritmo naturali e priva di prodotti chimici, cibi selezionati con grande attenzione: ecco a cosa dovrebbe mirare un ristorante che vuole distinguersi dalla concorrenza.

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Esempi pratici per la conversione a un’alimentazione sostenibile

Per differenziare il proprio locale con un’alimentazione sana e sostenibile, diversi sono i consigli e le azioni che possono essere messe in pratica.

Analizziamo alcuni di queste “best actions” per punti:

  • prediligere i prodotti a km zero e di stagione: l’Italia vanta una tradizione culinaria impareggiabile, ottenuta anche grazie ai produttori locali che, anno dopo anno, hanno dedicato la loro vita e le loro conoscenze alla terra. Scegliere prodotti a km zero non vuol solo dire optare per prodotti freschi, sani e che non hanno dovuto trascorrere giorni all’interno di camion prima di approdare sulle nostre tavole, ma si traduce anche in un risparmio di denaro. Questa particolare tipologia di alimenti sono sostenibili perché per la loro produzione il costo in termini di energia (e inquinamento) è decisamente minore: freschezza, risparmio e salvaguardia del nostro Pianeta.
  • optare per prodotti locali: le eccellenze alimentari locali sono tantissime e sparse in tutta la penisola. Presentarle in un bel ristorante vuol dire attirare clienti, sostenere i coltivatori locali e portare avanti una grande tradizione economica. Senza dimenticare la loro bontà!
  • scegliere prodotti a base vegetale: sono gustosi, sono sani e, soprattutto, sono sostenibili. Per la loro produzione, infatti, si assiste a un minor spreco di energia rispetto ai prodotti a base animale. Non dimentichiamo, inoltre, che sono perfetti per il mantenimento di una dieta equilibrata.
  • preferire il cibo fresco a quello confezionato: le abitudini italiane si stanno già spostando in questa direzione. Il cibo confezionato, oltre a presentare imballaggi non propriamente bio, è spesso ricco di zuccheri, sale, grassi e altri eccipienti non idonei al nostro organismo.
  • ridurre il consumo di carne: ovviamente non si può pretendere che l’intera popolazione diventi vegetariana e che ripudi la carne, ma è possibile ridurne il consumo. Troppa carne, soprattutto quella rossa, non è salutare per l’organismo, senza considerare che l’allevamento di animali da macello è una delle attività agricole a maggior impatto ambientale.
  • prediligere pesce pescato: anche i pescatori iniziano a prestare attenzione a come pescano. Salvaguardare la flora e fauna marina serve a garantire un futuro in cui i mari doneranno ancora pesce, oltre a essere un ottimo luogo di villeggiatura. Il pesce ottenuto tramite pesca sostenibile non solo è buono, ma preserva le specie a rischio di estinzione e i fondali marini.
  • ridurre gli sprechi: abbiamo già accennato questo punto, ma è uno delle azioni cardine da seguire. La riduzione degli sprechi alimentari non solo si traduce in risparmio di denaro, ma evita un inutile dispendio di risorse idriche, agrarie, di energia e anche di manodopera.

 

Alimentazione e salute

Un’alimentazione sostenibile, naturale ed equa non va solo a vantaggio del pianeta che abitiamo e che dobbiamo preservare per le future generazioni, ma va anche a nostro vantaggio.
Negli ultimi anni, infatti, si è assistito a un crescente numero di malattie o intolleranze alimentari, dovute principalmente all’utilizzo di alimenti troppo lavorati o raffinati. Non è infatti un caso se si sta assistendo a un boom di casi di celiachia nella sola Italia.

Farine troppo raffinate o troppo lavorate, unitamente alla minore qualità dei cibi reperibili ai supermercati: ecco alcune delle cause scatenanti.

La celiachia, ovviamente, è solo una delle malattie o intolleranze legate all’alimentazione che, ogni anno, colpiscono molti italiani.
I cibi devono essere sempre un vantaggio per l’organismo e non invece la causa dei suoi problemi. Promuovere una giusta alimentazione anche nei ristoranti favorisce la salute, il rispetto ambientale e asseconda le crescenti esigenze della popolazione.

Un ristorante di questo tipo è ormai considerato all’avanguardia e vicino ai bisogni dei propri clienti.

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Benefici del ristorante con cibo sostenibile

Abbiamo già accennato al risparmio di denaro che deriva da una spesa oculata e la limitazione degli sprechi. Questo però non è l’unico vantaggio.

Anzitutto il risparmio di denaro lo si ottiene anche acquistando alimenti di stagione, coltivati in Italia e non importati da lontani Paesi. Ciò che viene prodotto in Italia non deve attraversare dogane e non subisce il rincaro dovuto al trasporto fino ai nostri supermercati.

Se si vuole essere certi della stagionalità di frutta e verdura, basta fare una rapida ricerca su Internet o, meglio ancora, recarsi presso uno dei tanti coltivatori che affollano la nostra penisola: qui troverete solo ciò che offre la terra in quel preciso momento dell’anno.

Seguendo la stagionalità degli alimenti, potrete differenziare il menù del vostro ristorante. Proporre diverse alternative in linea con il periodo dell’anno in cui si trova raccoglie sempre il favore dei clienti.

Per esempio: a molti piace una vellutata di zucca, ma nessuno oserebbe mangiarla in estate a causa del caldo. Una vellutata di zucca, però, è perfetta per i mesi freddi, subito dopo l’estate e prima della primavera, un periodo dell’anno in cui le zucche vengono coltivate naturalmente in molte regioni e largamente utilizzante nella dieta italiana.

Stesso discorso vale, per esempio, per i meloni: consumati largamente in estate, frutto estivo e sempre molto amato, ma in pochissimi se lo vorrebbero ritrovare in tavola per Natale.

 

Conclusioni

La stagionalità ha ormai abituato le persone ha consumare determinati ortaggi in ben precisi periodi dell’anno: il ristorante deve cavalcare tali preferenze e creare menù ad hoc per ogni stagione, con ortaggi a Km zero.

Negli ultimi anni, si è assistito a una maggior interesse verso l’alimentazione. Se prima le persone facevano spesa di corsa e senza prestare attenzione alle etichette dei cibi, oggi questo non è più vero.

Maggiore è la prudenza verso ciò che viene venduto nei supermercati, si controllano la provenienza, il costo e, spesso, anche la stagionalità dei prodotti. Un altro aspetto interessante è relativo una sorta di “ritorno alla terra”.

Sempre più persone, infatti, acquistano prodotti biologici, si recano nei negozi bio oppure vanno direttamente dal contadino. Tale cambiamento di atteggiamento deve essere preso in considerazione dai proprietari di esercizi commerciali, poiché è indicativo di un cambiamento ben più profondo e di un maggior interesse verso la natura.

Decidere quindi di applicare questi principi anche ai ristoranti, vuol dire attirare tutto quel pubblico che ci tiene a mangiare sano senza però rinunciare al gusto.

L’alimentazione ormai va verso la sostenibilità e i ristoranti che assecondano e promuovono questo stile di vita riceveranno diversi feedback positivi.

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1 Comment

  • Conoscere le abitudini alimentari dei clienti del tuo ristorante può fare la differenza - Il blog di Swimme 20 maggio 2019 @ 10:29

    […] Andiamo per gradi e cerchiamo di capire perché è essenziale offrire diverse diete adeguate alle varie esigenze alimentari. […]

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