Zero party data: conosci meglio i tuoi clienti e senza cookie

zero party data
05Dic, 2021

A prima vista questo articolo potrebbe sembrarti troppo tecnico e di difficile comprensione, ma non è così, e, soprattutto, se ti occupi di marketing o vuoi promuovere direttamente la tua attività, hai la possibilità di conoscere l’enorme e crescente importanza degli zero party data.

In passato abbiamo parlato molto raramente di cookie, non a caso: solo ultimamente, infatti, sono diventati vittima di una vera e propria lotta verso la loro estinzione.

Con l’aumentato dei controlli sul monitoraggio degli annunci e la trasparenza sul tracciamento delle app su iOS (dalla versione 14.5 i poi), la stragrande maggioranza degli utenti ha scelto di rinunciare al tracciamento dei dati su iOS.

Come forse già saprai, inoltre, Google bloccherà i cookie di terze parti su Chrome nel 2023.

Parlando di come fare web marketing per un negozio di abbigliamento quando le cookie policies si fanno sempre più stringenti, avevamo visto l’importanza delle etichette di WhatsApp Business.

Nell’articolo dedicato alle novità e anteprime degli e-commerce nel futuro prossimo, avevamo parlato della necessità di studiare nuove strategie alternative ai cookie.


Differenza tra i zero, first e third party data

third party data

I third party data possono sembrarti qualcosa di assolutamente sconosciuto, ma li avrai “visti all’opera” un’infinità di volte.

Hai presente quando, dopo aver guardato un paio di scarpe su un sito web, per i 2/3 giorni successivi sei “bersagliato” da pubblicità che ti invitano a tornare nuovamente su quel sito per completare l’acquisto?

Questa attività di web marketing si chiama remarketing ed è realizzabile proprio grazie ai cookie di Google o di Facebook che tracciano il tuo comportamento online.

Senza entrare troppo nel tecnico, attraverso degli script che tu stesso puoi inserire sul tuo sito, vengono collezionati dei dati dei tuoi visitatori da parte di aziende terze (Google o Facebook).

Nel caso di first party data, come puoi intuire, a raccogliere le informazioni sulla navigazione dei visitatori, è il proprietario stesso del sito.

Gli zero party data, infine, sono quei dati che l’utente sceglie intenzionalmente di condividere con il sito che sta navigando, in cambio di un vantaggio.

Valore in cambio di valore. È così che Fulvio Furbatto spiega, in poche parole, cosa sono i zero party data in un suo articolo su Engage: “L’utente è disposto a cedere alcune informazioni personali se in cambio potrà ottenere dei benefici, dei vantaggi, delle attenzioni personalizzate in un dato momento.”

Hai presente quando una gentilissima commessa di un negozio ti fa alcune domande prima di consigliarti il prodotto che potrebbe fare al caso tuo? In cambio di un consiglio tu sei ben disposto a fornirle tutte queste informazioni personali, non è vero?


Permission marketing e narrowcasting

permission marketing

È vero, ti avevo detto ad inizio articolo che non si sarebbe trattata di una lettura troppo complessa. Vediamo di comprendere anche questi 2 nuovi termini, diretta conseguenza dell’utilizzo degli zero party data.

Ad utilizzare per primo il termine permission marketing è Seth Godin con il suo libro Permission marketing. Trasformare gli estranei in amici e gli amici in clienti.

L’intento di questo libro è quello di cambiare radicalmente il modo di pensare i prodotti e la comunicazione. Alla base di questo metodo c’è l’obiettivo di rivolgersi solo a coloro che hanno manifestato il loro interesse a ricevere maggiori informazioni in merito dal brand a cui vogliono dare fiducia.

Come visto in precedenza, gli zero party data, vanno intesi anche come una richiesta esplicita del consumatore a ricevere comunicazioni sia informative che promozionali e pubblicitarie.

Basandosi proprio sui dati personali che egli stesso ha fornito, il brand ha il permesso di comunicare con lui.

Raggiunto questo traguardo sarebbe un peccato procedere con una comunicazione in stile newsletter. Per utilizzare un termine tecnico, possiamo definirla broadcast (uno a molti).

Nota che ora non conosci solamente il nome, il cognome e la email dei tuoi visitatori. Le informazioni che ha voluto lasciarti sono una miniera d’oro se sfruttate attraverso una comunicazione mirata.

Quasi come fosse uno a uno. Facendo sentire il destinatario della tua comunicazione come, appunto, unico. Conoscendo i suoi interessi, infatti, hai una chance imperdibile: parlare di argomenti che lo appassionano.

Questa tipo di comunicazione mirata, prende il nome di narrowcasting. In contrapposizione, appunto, alla classica newsletter, sempre a rischio di finire nel cestino senza neppure essere aperta.

Conoscendo in maniera abbastanza dettagliata le preferenze dei tuoi clienti, infatti, la tua comunicazione risulta inevitabilmente più in tema e vicina alle loro esigenze.


Come ottenere questi zero party data attraverso il tuo sito web?

creare quiz multi-step online gratis per gli zero party data

Come avrai notato, sempre più consumatori richiedono esperienze personalizzate dai siti web, in particolare dagli e-commerce.

Se sfruttati correttamente, i zero party data ti consentono di realizzare una strategia di web marketing tale da riuscire a trattare ogni cliente come un individuo diverso da tutti gli altri.

La grande possibilità che ti offre questo tipo di strategia è di personalizzare la sua esperienza con il tuo brand e di costruire relazioni reali.

Ma come raccogliere questi dati preziosi?

Potrai sfruttarli per migliorare le conversioni (vendite) sul tuo negozio online, per fidelizzare i clienti ed aumentare la loro soddisfazione. Ma da dove partire?

Pensa alle domande che vorresti porre ai tuoi visitatori e poi crea un quiz o un sondaggio.

Come?

Ecco alcuni strumenti che ti consiglio:

  • Jotform. “Crea moduli multi-step gratis. Suddividi i tuoi moduli online in più passaggi, li renderai più divertenti da compilare, aumentando i tassi di conversione e assicurandoti di ottenere le informazioni di cui hai bisogno.
  • Growform. “Il generatore di moduli in più fasi che ti offre più lead. Crea bellissimi moduli in più passaggi che portano fino a 2x più contatti, senza codice. Inizia la prova gratuita di 14 giorni.”
  • SurveySparrow. “Esegui analisi e ricerche approfondite dei dati con il miglior software di indagine aziendale. 14 giorni di prova gratuita.”
  • Sleeknote. “Ottieni più iscritti rilevanti con moduli multi-step. Fino a 100 giorni soddisfatti o rimborsati. Un team interno di esperti di progettazione creerà un modulo multi-step gratuito per il tuo sito web.


Bloom & Wild: un perfetto esempio di come raccogliere gli zero party data

esempio di zero party data

Per rendere ancora più chiaro il concetto di zero party data voglio mostrarti un esempio: l’app di Bloom & Wild.

Si tratta di un sito online che si occupa della vendita e consegna a domicilio di fiori e piante.

I motivi per scaricare la loro app vanno ben oltre al 15% di sconto nel primo acquisto.

Possiamo definire la loro strategia di marketing win win. A vincere, ovvero, a trarne beneficio, è sia il cliente che l’azienda stessa.

All’interno dell’app hai la possibilità di salvare le tue date più importanti: compleanni, anniversari o altri momenti speciali che vuoi celebrare. Quando una di queste date si avvicina, l’app ti invia una notifica. Dopo 3 acquisti, inoltre, hai diritto a un buono di 5£.

In cambio della tranquillità di non dimenticare più nessun evento importante, il cliente lascia ben volentieri tutte queste informazioni personali.

C’è di più. L’app di Bloom & Wild ti consente anche di salvare gli indirizzi delle tue persone care. In questo modo sarà più semplice e veloce inviare una sorpresa floreale a chi ami.

E perché non personalizzare il tuo biglietto con una foto ricordo?

In questo modo l’utente è incentivato a inserire anche le proprie immagini. Il risultato sarà quello di un pensiero ancora più personalizzato e, certamente, anche più gradito.