Food blogger e Influencer: la loro importanza nel marketing per ristoranti

Food blogger e influencer per ristoranti
08Gen, 2019

Food blogger e Influencer sono attualmente diventate figure cardine nel marketing per ristoranti che fanno della loro passione per il cibo un vero e proprio lavoro.

Ci si chiede spesso come usare la tecnologia per promuovere il proprio ristorante. Il mercato digitale si è espanso molto soprattutto negli ultimi anni e con lui sono nate tutta una serie di figure cardine di questo nuovo mondo che fanno di internet un vero e proprio lavoro.

Si fa riferimento in particolar modo ai giovani d’oggi che, rientrando nella categoria di appassionati di gastronomia e ristoranti, si accingono sempre di più a condividere sui propri social i piatti prelibati che assaporano giorno dopo giorno lasciando libero spazio agli hastag e alle recensioni.

Si tratta di figure professionali che ne fanno un mestiere e che sono in grado di apprezzare ogni composizione.

Sono scelte in modo minuzioso e devono saper fare il proprio lavoro in modo specifico e corretto.

Alcune nostre realizzazioni:
Thomas Bandini
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Villa Luce
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L'Angolo dell'Arredo
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La figura del food blogger

La parola food blogger deriva dall’inglese. Si tratta di una persona che sfrutta il proprio blog o pagina social in generale per condividere foto di piatti deliziosi e particolari che consuma in vari ristoranti e momenti della giornata.
Queste consumazioni possono essere svariate: dagli antipasti, ai dolci, agli apertivi.

Essi vengono tutti caricati sui social network, come immagini, e sfruttati per far conoscere i propri ristoranti.

Si tratta in particolare di una categoria di persone che lavorano sul web e che passano sui social i momenti gastronomici della loro giornata e che si adoperano proprio in questa semplice condivisione di fotogrammi a base di cibo; approfittano dunque di questo mecccanismo pubblicitario per farne una vera e propria occupazione sponsorizzando i ristoranti più conosciuti e facendo conoscere i piatti più rinomati.

Molte persone, soprattutto tra i più giovani, si stanno facendo strada in questo modo. Non si tratta solo di foto ai piatti ma di un processo molto più elaborato e dettagliato.

I food blogger devono attenzione ad assaggiare ogni componente del piatto e elogiarlo nella maniera più adatta e in tutte le sue parti. Questo perchè ogni piatto è a sè e unico rispetto agli altri e il food blogger, come figura professionale, deve riconoscere le caratteristiche dei condimenti e delle materie prime e promuoverle nel giusto modo.

Il piatto non è sono un piatto ma un insieme di elementi unico e prezioso per ogni ristoratore.

 

Gli influencer e le recensioni online

Un ristorante che ha necessità di un influencer che pubblicizzi i suoi piatti e che si presti a fare ottime recensioni online sul servizio e sulla prestazione del proprio personale non è difficile da trovare.
Essendo persone che, appunto, passano molto tempo sul web, si possono candidare facilmente per il lavoro. Ci sono infatti delle inserzioni particolari su internet alle quali queste persone possono rispondere e inviare la propria candidatura.

Bisogna ricordare che si tratta di un servizio online ma che si possono poi ricevere le persone col profilo più attinente per un colloquio conoscitivo di persona.

Un influencer in genere viene scelto e di conseguenza ingaggiato perchè possiede varie caratteristiche: una tra tutte, forse la più importante, è il numero di seguaci attivi.

Esso ammonta a 400 milioni al mese e influisce molto sulle visualizzazioni dei post e del marketing in generale. Al riguardo un ristoratore tiene conto anche del tipo di foto che l’influencer posta, dei suoi hastag preferiti e della fascia di età degli utenti che seguono il profilo.

Quest’ultimo fattore è molto importante perchè se i followers sono giovani saranno molto più esperti di internet e potrebbero attirare più clienti nel ristorante.

Data la loro costanza e la estrema perseveranza gli influencer sono individui che hanno raggiunto un numero esiguo di seguaci sui social i quali sono attivi e che interagiscono con i post pubblicati per la maggior parte dei casi. Una buona condivisione di un post è la chiave principale per farsi più pubblicità soprattutto nel mondo digitale.

Alcune nostre realizzazioni:
Avvocato Eleonora Gardelli
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Fabio Casadei
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Piera Mazzotti
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Differenza tra food blogger e influencer

Le parole influencer e food blogger sono spesso usate in modo errato come sinonimi. L’influencer è infatti la categoria in generale, il food blogger è più specifico. Entrambe le figure sono di enorme importanza grazie anche al loro lavoro.

Essi sono in grado di spingere molte persone a frequentare molti posti perchè fanno del postare foto e video un lavoro ed un mestiere. Si trovano infatti a condividere e consigliare dei ristoranti ed è proprio per questo che spopolano come figure professionali.

Il loro mestiere è consigliare un determinato ristorante e elogiarne i piatti.

Bisogna dire che per fare tutto questo queste persone devono fare le foto in un certo modo: non basta scattare e condividere. L’importanza di questo mestiere è che essi devono infatti riuscire a mostrare tutta l’eleganza e la delicatezza di un piatto, anche se semplice.

Devono essere in grado di cimentarsi in un’attività che sembra semplice ma che è in realtà piuttosto impegnativa. Il piatto deve essere infatti raccontato e descritto in modo consono al luogo e al ristorante in questione.

C’è da sottolineare però che gli influencer fanno molta attenzione alle parole da inserire nei loro post: alcune di esse infatti sono fisse e immutabili, altre invece cambiano a seconda del luogo in cui una persona si trova in un dato momento.

Forse non lo sapevi, ma online esistono anche siti web di annunci di lavoro dove puoi trovare food blogger e influencer, il più celebre di questi è Kijiji. Puoi pubblicare il tuo annuncio o leggere le tante richieste di lavoro.

Se preferisci avere un intermediario che possa garantirti un maggiore controllo circa la qualità del lavoro eseguito, puoi affidarti ai micro influencer di Melascrivi.

 

A cosa devono prestare attenzione food blogger e influencer

Uno dei fattori più importanti a cui influencer e food blogger devono prestare attenzione è proprio l’hashtag. Si tratta di una parola, o un insieme di parole, che devono essere inserite in base al contesto.

Questo perché esse sono considerate da chi naviga in internet e le pagine web delle semplici linee guida per conoscere un certo piatto e più in generale un ristorante.

Grazie alla loro enorme influenza e grazie anche all’aiuto di apposite parole chiave che sono usate frequentemente sui social queste persone rendono più visibile mettendo in evidenza il proprio post.

Attraverso questi stratagemmi essi sono in grado di mantenere il proprio post fissato in alto per un arco di tempo molto più lungo e di conseguenza di fissarlo ai primi post nelle ricerche correlate alle parole chiave.

L’uso di più parole chiave, anche secondarie, amplia molto le ricerche e questo permette agli influencer di essere molto più cliccati in termini probabilistici.

 

L’importanza di queste figure digitali

L’importanza di queste figure così conosciute nel mondo odierno sta nel fatto che ormai quando si prenota un ristorante ci si informa prima sui piatti che esso prepara e serve.

Ci si interessa molto anche al genere di pubblicità e gli influencer fanno proprio pubblicità.

Essi sono diventati gli strumenti principali utilizzati dai ristoranti e nel campo nella ristorazione in generale per farsi conoscere.

Devono d’altro canto mostrare recensioni positive che servono per mostrare la bontà dei piatti in questione. Esse devono essere in linea con il pensiero del ristoratore e devono essere più specifiche possibile.

Esse servono ad invogliare i clienti a provare un ristorante. Più è altro il punteggio, il ristoratore riesce nello scopo che si è prefisso.

Per concludere si può affermare come le figure dell’influencer e del food blogger devono essere esperte e in grado di fornire il servizio di recensioni di una certa attività nel modo più corretto possibile in modo anche da fedelizzare i clienti.

Se siete agli inizi o state cercando di aumentare il vostro traffico, è sempre una buona idea quella di dotarvi di un sito web ricco di contenuti sempre aggiornati da condividere con food blogger e influencer: provate Swimme, il sito web 100% social.

Alcune nostre realizzazioni:
Domenico Tuttofare
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Matteo Nannini
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Edilpietra
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Sei alla ricerca di un food influencer della tua città?

Ecco la lista dei professionisti (e, spesso, non professionisti) che abbiamo intervistato:

 

Update Luglio 2019: il fenomeno degli influencer sta subendo un ridimensionamento

Secondo gli ultimi dati (relativi al primo trimestre del 2019), il fenomeno degli influencer sta subendo un ridimensionamento: se fino allo scorso anno era impensabile organizzare un evento o una presentazione di qualsiasi genere senza coinvolgere queste figure (soprattutto, ma non solo, nell’ambito della moda e dei viaggi), oggi non è più così.

I dati parlano chiaro: gli influencer non sono del tutto passati di moda, o almeno non lo hanno fatto finora, ma il calo è tutt’altro che irrilevante: secondo un’indagine condotta da Mobile Marketer utilizzando dati di InfluencerDB l’engagement intorno ai contenuti sponsorizzati sarebbe in picchiata, attestandosi su livelli minimi: dal 4% di tre anni fa al 2,4% di oggi, notevolmente in controtendenza rispetto all’ascesa che si era registrata sin dalla nascita di questo fenomeno social.

Per engagement si intende il rapporto tra i like ricevuti per ogni singolo post e il numero di follower complessivi del proprio account.

Secondo lo studio, le cause di tale diminuzione sono da ricercare soprattutto nella saturazione del mercato: dalla nascita del fenomeno, ormai diversi anni fa, sono state sempre di più le persone che hanno iniziato la carriera di influencer, chi come hobby, chi davvero per renderla la sua professione stabile; di conseguenza, il numero di post sponsorizzati (cioè le foto o i video in cui un qualche personaggio famoso utilizza, dietro compenso, un prodotto o un servizio di un’azienda) sono aumentati esponenzialmente e gli utenti hanno perso interesse in questo tipo di contenuti o, più semplicemente, sono stati sepolti dalla loro mole sempre maggiore e non li hanno notati, non mettendo quindi il tanto agognato like.

Escludendo le superstar del social ora di proprietà di Zuckerberg (ovvero chi ha decine di milioni di follower), che non hanno risentito più di tanto di questo fenomeno, la cosa che appare curiosa è un’altra: la percentuale di engagement dei cosiddetti microinfluencer, ovvero di chi ha poche migliaia di follower (tra una e cinque), è notevolmente (e sorprendentemente) migliore di chi ne ha più di 10 mila, circa l’8,8% contro il 3,6.

Di contro, attualmente proprio chi si aggira intorno alla decina di migliaia di seguaci può sperare di riuscire a vivere solo con questa attività, mentre chi ne ha poche migliaia non è affatto detto che ci riesca.

Il settore food&beverage non esula da quest’analisi (anzi, ben il 12% degli influencer analizzati si occupa di cibo) e sicuramente siamo di fronte ad un trend che va analizzato, compreso e sfruttato a proprio vantaggio: per alcuni si tratta del punto di non ritorno, in cui gli influencer hanno definitivamente perso il loro appeal nei confronti degli utenti, per altri di un semplice processo di selezione naturale, ovvero di un periodo di assestamento al termine del quale tornerà tutto più o meno come prima.

Insomma, non c’è niente di definitivo né catastrofico, ma il trend che si registra va in una direzione ben definita: la “febbre” da influencer sembra essere passata e, ad oggi, sponsorizzare un prodotto o un evento con l’aiuto di uno di loro non ne garantisce la buona riuscita.

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Ambasciata di Puglia
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Artimmagine
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