5 esempi di gamification nel marketing da mettere subito in pratica

esempi pratici di gamification nel marketing
13Feb, 2022

Sanremo 2022 si è concluso con un inaspettato record di ascolti. Il merito va certamente attribuito alle canzoni e ai cantanti in gara, oltre alla bravura di Amadeus. Voglio soffermarmi, tuttavia, su un altro aspetto che è riuscito a coinvolgere il pubblico ed i suoi protagonisti: il FantaSanremo. È solo l’ultimo (ma anche più clamoroso) successo della divertente strategia di marketing di cui ti voglio parlare oggi: la gamification, 5 esempi che puoi replicare sin da subito.

In questo blog ci siamo occupati spesso di strategie di marketing. Come promuovere gli NFT, WhatsApp marketing per macellerie, web marketing per estetiste, medici ed avvocati. Solo per citarne alcuni. Ma entriamo subito nell’argomento di oggi.


Come il FantaSanremo è riuscito a svecchiare il Festival

FantaSanremo

Partiamo, innanzitutto, dalla definizione di gamification:

“un’attività che, prendendo in prestito tecniche di coinvolgimento dal mondo dei giochi, viene applicata ad un contento esterno al fine di renderlo ancora più appassionante”.

Attraverso il gioco, dunque, la strategia della gamification, persegue gli stessi obiettivi di marketing delle atre tecniche più comuni: rendere protagonista il pubblico coinvolto fornendo una diversa motivazione per legarlo al brand.

Prendi il celebre gioco del Fantacalcio ma, anziché al calcio, legalo al Festival di Sanremo.

Utilizza le stesse regole di base: ogni giocatore ha a disposizione 100 crediti (chiamati, per l’occasione, Baudi) e li deve utilizzare per creare una propria squadra virtuale di 5 artisti.

Aggiungi creatività ed ironia: vincere il Festival fa guadagnare all’artista ben 50 punti, ma i bonus e i malus sono incredibilmente di più. Pronunciare la frase “Un saluto a Zia Mara” vale 20 punti, “Papalina” addirittura 50.

Il risultato è stato esplosivo proprio per essere riuscito a coinvolgere in questo gioco quasi tutti gli artisti. Una gara nella gara in cui a divertirsi di più sono stati proprio i cantanti.

Ecco quindi un motivo del tutto nuovo di seguire Sanremo: non tanto per ascoltare le canzoni, ma per scoprire cosa saranno disposti a fare gli artisti della tua squadra virtuale per farti guadagnare punti.

La caratteristica più bella di una strategia di marketing come la gamification è proprio il divertimento che genera.


Gli obiettivi della gamification nel marketing

obiettivi della gamification nel marketing

Il coinvolgimento e il divertimento del pubblico è solo uno degli aspetti di questa strategia di marketing.

Eccone altri:

  • Brand awareness. Il passaparola che la gamification genera è frutto della sua capacità di appassionare persone che fino a quel momento non conoscevano quel brand o, comunque, si sentivano poco legate ad esso.
  • Invito all’azione. Per giocare (e provare a vincere) viene chiesto al pubblico di compiere precise azioni. Sia direttamente che indirettamente. Come nel caso del FantaSanremo appena citato: per conoscere i risultati non sei tenuto a guardare il Festival, ma sei spinto a farlo dalla curiosità di vedere come procedere questa gara virtuale.
  • User Generated Content. In altre parole, la creazione di contenuti e la relativa condivisione sui social network da parte del pubblico. Un aspetto, questo, molto importante, in virtù del pericolo di cui abbiamo parlato qualche giorno fa: il rischio di avere un solo canale di traffico.
  • Raccolta dei dati degli utenti. In un periodo, come quello attuale, in cui assistiamo ad una “guerra” nei confronti dei cookie, gli zero party data sono la soluzione più efficace.


Hai un bar o una pizzeria? Fai come Starbucks, fidelizza i tuoi clienti con una tessera fedeltà virtuale semplice ed economica

Starbucks Rewards

Studia il Starbucks Rewards e scopri come anche tu puoi mettere in pratica una strategia di marketing gamification per fidelizzare attraverso il gioco i tuoi clienti.

Ecco i 3 semplici passaggi per iniziare a ricevere i premi di Starbucks:

  • Scarica l’app.
  • Guadagna stelline ad ogni acquisto. (1 stellina per dollaro se paghi in contanti o con carta di credito. 2 stelline per dollaro se utilizzi la carta prepagata Starbucks. Addirittura 3 se paghi utilizzando la loro carta di credito personalizzata Visa.)
  • Man mano che guadagni stelle, puoi riscattarle in cambio di premi, come prodotti da forno, panini, insalate, bevande e altro ancora.

Se ora stai pensando: “ok, bella l’idea, ma quanto mi costa realizzare un’app simile?”.

Online esistono diverse soluzioni su misura per piccole e medie attività, come, ad esempio, PassFacile.

In sintesi ecco i 3 grandi vantaggi offerti da questa pratica soluzione:

  • Nessuna app necessaria per i tuoi clienti. Le tessere verranno salvate sui wallet digitali già presenti su Apple e Android
  • Puoi inviare notifiche push sulle tessere in tempo reale, come, per esempio, promozioni, eventi, ecc.
  • Niente più costosi ordini di tessere cartacee o plastificate, timbri, grafiche. Fai una scelta economica ed ecologica.

Il prezzo? Il pacchetto base SMALL parte da 50€ l’anno.

Se hai un bar, una pizzeria o un’altra attività commerciale, anche tu puoi fare come Starbucks e sfruttare la gamification come strategia di marketing.


Hai un negozio di articoli sportivi? Crea la tua community e per ogni traguardo raggiunto offri uno sconto speciale

esempio di gamification per negozio di articoli sportivi

Come già più volte specificato, in questo articolo non voglio limitarmi a mostrarti esempi di successo di grandi brand, ma capire come tu stesso puoi realizzare una strategia di marketing attraverso la gamification.

Una buona occasione è quella di utilizzare app già presenti sul mercato, come il caso di quelle specifiche per chi fa running, fitness o, più in generale, si allena.

Sono sicuro che già conosci:

Cosa ti permettono di fare queste app?

Puoi tenere traccia dei tuoi allenamenti e analizzare le relative statistiche. Partecipare alle sfide per avere ancora più motivazione. Spingerti oltre i tuoi limiti. Condividere i tuoi successi nella community e raggiungere i tuoi obiettivi passo passo.

Ecco un esempio di come puoi “giocare” con i tuoi clienti:

  • Scarica tu stesso una di queste app (o magari tutte e 3).
  • Chiedi ai tuoi clienti di aggiungerti come amico.
  • Offri una ricompensa reale per ogni traguardo raggiunto (uno sconto, un piccolo gadget, ecc.).

Quali sono i vantaggi di questa strategia?

  • Divertimento. I tuoi clienti che amano le sfide o che hanno bisogno di una spinta in più per allenarsi avranno un nuovo obiettivo.
  • Fidelizzazione. I clienti non comunicheranno con te solo per fini commerciali, ma saranno orgogliosi di mostrarti i risultati personali raggiunti. Un motivo in più per essere legati a te.
  • Aumento delle vendite. Già, perché, più allenamento significa anche maggiore bisogno di nuovi capi di abbigliamento.

I tuoi clienti sono solo si sentiranno più in forma, ma anche più felici di poter acquistare nel tuo negozio utilizzando sconti esclusivi che “si sono guadagnati con il loro sudore”.


Hai un’enoteca? Utilizza la gamification per consigliare ai meno esperti il vino che meglio incontra i loro gusti

esempio di gamification per enoteca

Ecco un altro semplice esempio di applicazione della gamification nel marketing che puoi realizzare tu stesso.

In passato avevamo scritto un articolo contenente diversi consigli su come vendere vino online con WhatsApp Business.

In questo caso, invece, ci occupiamo di un altro aspetto del marketing: la lead generation.

Per capire più a fondo ciò di cui sto per raccontarti, dovresti conoscere la definizione di zero party data e quali strumenti puoi utilizzare per ottenere questi dati attraverso il tuo sito web.

Quante volte ti sarà capitato, nella tua enoteca, di ricevere la visita di clienti senza quasi la minima idea di quale vino acquistare?

“Dal vivo” per te è certamente semplice porre qualche domanda e aiutare queste persone nella loro scelta, ma sul tuo sito web?

Se possiedi un e-commerce molto fornito la possibilità di utilizzare i classici filtri non risulta un vero aiuto per gli utenti meno esperti.

Potrebbero decidere in base al prezzo e a qualche consiglio:

  • I vini più premiati.
  • Le bottiglie più vendute (amate dai tuoi clienti).
  • I tuoi suggerimenti (come, per esempio, le risposte alle domande più frequenti).

Guarda tu stesso l’idea di Good Pair Days: un divertente quiz che ti aiuta a capire quali vini incontrano meglio i tuoi gusti.

La prima domanda che viene posta al visitatore è: quale cioccolata preferisci? Bianca, al latte o fondente?

Come vedi le domande sono divertenti, accompagnate da simpatiche immagini e, soprattutto molto semplici. Non riguardano direttamente il vino, proprio perché il visitatore ha ammesso di non conoscere quel mondo.

La gamification, in questo caso, fa felici tutti:

  • Il negoziante riceve le informazioni di contatto dei visitatori del sito.
  • L’utente ottiene un consiglio su quale bottiglia acquistare riducendo al minimo la possibilità di un acquisto sbagliato.


Puoi applicare lo stesso esempio di gamification nel marketing se possiedi un e-commerce di abbigliamento

esempio di gamification e-commerce abbigliamento

Una strategia simile a quella vista poco fa viene utilizzata da Stitch Fix.

Le sue caratteristiche lo rendono molto diverso dal classico e-commerce di abbigliamento. Questo lo capisci sin dalla homepage: “scopri un’esperienza di acquisto creata apposta per te”.

Attraverso le risposte che darai durante un breve quiz, alla tua vestibilità e alla fascia di prezzo che sei intenzionato a spendere, l’intelligenza artificiale, creata apposta per questo scopo, sarà in grado di scegliere per te i capi che meglio si adattano al tuo stile.

Puoi anche scegliere di affidarti ai consigli di uno stylist in carne ed ossa con un piccolo sovrapprezzo.

L’obiettivo di questa strategia di marketing è quella di puntare sulla soddisfazione del cliente.

Viene eliminata tutta la fase iniziale in cui il visitatore è “costretto” a scegliere tra centinaia di capi prima di trovare quello giusto: stile, prezzo, taglia, ecc.

Il target a cui si rivolge è chiaro: tutti coloro che non amano fare shopping ma desiderano vestirsi bene. Mantenere il proprio stile pur indossando capi sempre nuovi.

Anche il meccanismo di acquisto è particolarmente originale: in base alla periodicità scelta dal cliente, Stitch Fix invia un pacco contenente nuovi abiti che rispecchiano il suo stile e corporatura.

Una volta ricevuta la scatola, il cliente può provare i capi contenuti al suo interno, acquistare solo quelli preferiti e restituire al mittente i restanti.


Le storie di Instagram sono un ottimo esempio pratico di gamification nel marketing: coinvolgi i tuoi followers e falli sentire speciali

esempi di marketing gamification attraverso le Storie di Instagram

A dimostrazione che molte strategie di marketing che coinvolgono la gamification possono essere messe in pratica sin da subito, ecco l’esempio delle Storie di Instagram.

Per cominciare di rimando all’articolo del blog di Hootsuite se ancora non sai come creare i sondaggi nelle Storie di Instagram.

Ora arriviamo al dunque: quali sono gli aspetti del gioco che rendono così coinvolgente questa strategia?

Se hai una piccola o media azienda puoi, attraverso i sondaggi, utilizzare la gamification per:

  • Dare importanza ai tuoi followers rendendoli protagonisti della tua prossima scelta aziendale. Puoi chiedere, per esempio, quale nuovo ingrediente inserire nel tuo prossimo panino. Quale proposta di viaggio creativa ed originale la tua agenzia dovrebbe proporre. Quale prodotto mettere in offerta speciale e così via.
  • Offrire ai tuoi followers un vantaggio esclusivo. Per esempio, potrebbero gustare, con una settimana di anticipo, il cocktail a cui hanno contribuito a dare il nome.

Questi sono solo alcuni esempi che la tua azienda potrebbe facilmente mettere in pratica per stimolare il proprio pubblico di riferimento attraverso la gamification e una strategia di marketing che coinvolge come poche altre.