Perché è rischioso avere solo un canale di traffico?

canale di traffico
06Gen, 2022

Adori una piattaforma web in particolare? Hai un canale social con migliaia di iscritti? Hai un blog molto seguito ma sui social non esisti? Ottimo, ma… eh sì, c’è un ma! Oggi voglio parlarti dei rischi che puoi correre se possiedi un solo canale di traffico.

Poiché la nostra web agency di Forlì Cesena è specializzata nella SEO, in questo blog abbiamo parlato anche di come portare traffico sul sito web e di come imparare ad eseguire una corretta analisi del traffico.

In fondo all’articolo troverai anche 5 buoni motivi per cui uno youtuber dovrebbe avere un sito web professionale.

Per capire meglio il motivo che mi ha spinto a scrivere questo articolo è necessario fare una piccola premessa: il modello PESO.


Il modello PESO (Paid, Earned, Shared e Owned media): suddividiamo i canali di traffico in 4 categorie

modello PESO

L’acronimo PESO (che tradotto sarebbe a pagamento, guadagnato, condiviso e di proprietà) è stato coniato da Gini Dietrich, fondatrice, CEO e autrice di Spin Sucks.

Armando Roggio di PraticalEcommerce ha scritto di recente un articolo (in inglese) in cui, parlando del rischio del social media marketing, spiega il modello PESO:

  • A pagamento. Sei tu a creare il contenuto. Una terza parte possiede il pubblico (Google Ads, Facebook Ads, ecc.). Una terza parte decide la modalità ed il volume di traffico che porta verso i tuoi contenuti.
  • Guadagnato. Un tuo cliente (UGC: User Generated Content), un giornalista di una rivista online del tuo settore, un influencer o un esponente della tua nicchia di mercato crea il contenuto. Il pubblico a cui viene mostrato appartiene a quest’ultimo. Così come la sua pubblicazione e divulgazione.
  • Condiviso. Sei tu a creare il contenuto, per esempio un articolo sul tuo blog o un post sulla tua pagina Facebook. Una parte del pubblico “appartiene a te”, per esempio tutti coloro che seguono il tuo blog. La restante parte del traffico che ricevi proviene da terzi, ma, a differenza di quello a pagamento, in questo caso è organico: la reach organica generata dal tuo post su Facebbo, le visite che ricevi grazie ad un buon posizionamento in organica nelle SERP (Search Engine Results Page) di Google, condivisioni da parte di altri utenti, ecc. La distribuzione del contenuto che hai creato non dipende da te. Sui temi come la reach organica di Facebook in continuo calo ormai da anni o il posizionamento nei motori di ricerca ed il continuo mutare degli algoritmi di Google ci sarebbe da parlare per ore.
  • Di proprietà. Sei tu che crei il contenuto. Il pubblico appartiene a te. Sei tu a controllare la distribuzione dei tuoi contenuti.


La classifica degli utenti dei social network in Italia (2021)

La ricerca di BlogMeter “Italiani e Social Media”, giunta alla quinta edizione, presentata in anteprima durante il Marketing Research Forum di ASSIRM 2021, ci fornisce alcuni spunti di riflessione: Il sorpasso di YouTube (a Facebook), l’impennata di TikTok, la crescita di Instagram e Twitch e la “meteora” di Clubhouse.

Alla domanda “A quali di questi social sei iscritto e usi regolarmente” i 1490 intervistati, residenti in Italia, di età compresa tra i 15 e i 64 anni, iscritti ad almeno un social network, hanno risposto:

  • YouTube (90%)
  • Facebook (87%)
  • Instagram (80%)
  • TripAdvisor (60%)
  • Pinterest (50%)
  • Twitter (48%)
  • LinkedIn (46%)
  • TikTok (41%)
  • Snapchat (24%)
  • Twitch (22%)
  • Reddit (13%)
  • Tinder (12%)
  • Clubhouse (9%)

Forse questa classifica non ti stupirà più di tanto e probabilmente non capisci il collegamento con il tema di questo articolo: perché è rischioso avere un solo canale di traffico.

Ti faccio un esempio: nella classifica non compare MySpace. È anche possibile che tu non ne abbia mai sentito parlare.

Ecco brevemente la storia di quello che possiamo definire “il padre di tutti i social network”:

Nata nel 2003 la piattaforma offriva ai propri utenti la possibilità di condividere, con i propri contatti, foto, musica, video e blog. Erano presenti 2 tipi di profilo: uno personale e uno artista. Con quest’ultimo avevi la possibilità di condividere le tue produzioni musicali.

Nel 2005 viene acquistata da Rupert Murdoch per 580 milioni di dollari.

Nel 2008 raggiunge l’apice, con 100 milioni di utenti mensili. Il sito più visitato negli Stati Uniti.

Il 2011 è stato l’anno dell’inizio del suo declino, causato, in gran parte, dalla mancanza di aggiornamenti alla piattaforma, da vani tentativi di modernizzarla e, addirittura, dalla cancellazione involontaria di 12 anni di musica.


Pro e contro delle inserzioni sui social o degli annunci a pagamento su Google, del traffico organico e degli altri canali

traffico organico vs. annunci a pagamento

Come avrai certamente intuito, affidarsi ad un unico canale di traffico, come, per esempio poteva essere l’oggi ormai defunto MySpace, è un rischio che non puoi correre.

Megan Breakenridge ha scritto un interessante articolo (in inglese) sui pro e contro delle 4 diverse categorie di canali di traffico del modello PESO.

  • Traffico a pagamento (inserzioni, annunci, ecc.). Pro: questo canale di traffico è scalabile: più spendi e maggiore copertura ottieni. Ti offre un’esposizione che non potresti ottenere altrimenti. Contro: il prezzo che devi sostenere può variare molto, non puoi conoscere del tutto la reale qualità dei click ricevuti e, infine, se interrompi il pagamento, si ferma tutto.
  • Traffico guadagnato (condivisioni, approvazioni, link verso il tuo sito, ecc.). Pro: aumenta la considerazione che il pubblico si farà di te e migliora anche il tuo posizionamento nei motori di ricerca. Contro: per quanto tu possa sforzarti a promuoverti, non è per nulla scontato che tu riceva risposte o attestati di merito.
  • Traffico condiviso (reach organica dei post, SEO, ecc.). Pro: Il contenuto organico (che compare nel feed dei social, o sotto gli annunci a pagamento di Google) ha molte più probabilità di essere considerato attendibile e quindi cliccato. Contro: è difficile prevedere cosa piacerà, commenterà e condividerà il tuo pubblico. La SEO richiede la conoscenza degli algoritmi di Google e molto tempo prima che possa produrre risultati.
  • Traffico di proprietà (i tuoi follower, lettori costanti del tuo blog, ecc.). Pro: è la tua risorsa a lungo termine. Finché i tuoi contenuti rimangono pertinenti, il tuo pubblico continuerà a seguirti. Contro: ci vuole tempo per creare un pubblico fedele e coinvolto. Senza nessuna azione di web marketing potrebbe risultare quasi impossibile.


Qual è il miglior canale di traffico da utilizzare?

migliore canale di traffico

Non è semplice dare una risposta a questa domanda. Come hai visto sono tante le variabili in gioco.

Ti ho parlato di MySpace e del suo imprevedibile declino dopo qualche anno (per colpa anche di Facebook).

Concentrarsi unicamente su un social è quindi un rischio che non puoi permetterti di correre.

Puoi pensare che YouTube, Facebook e Instagram non perderanno mai i propri utenti.

Puoi persino ipotizzare che la cavalcata di TikTok sia inarrestabile, o che Twitch porterà via da YouTube una grossa fetta di iscritti.

In queste previsioni non abbiamo tenuto conto di altre fondamentali sorgenti di traffico:

  • Newsletter (per es. Mailchimp)
  • Gruppo di Facebook
  • Canale Telegram
  • Broadcast di WhatsApp
  • Podcast

Non puntare tutto su un unico canale, ma se hai modo di seguirli bene, mantienine aperti più che puoi.

Fai sempre presente, a tutti gli utenti che ti seguono in un canale, la possibilità di seguirti anche negli altri modi possibili.

Sarà poi il tuo pubblico a scegliere.

Ogni piattaforma possiede le proprie caratteristiche. Per questo motivo non ne esiste una migliore di altre.

Aprendo un nuovo canale di traffico potresti scoprire in breve di riuscire a raggiungere una parte di pubblico completamente nuova.


Perché uno youtuber dovrebbe avere un sito web?

sito web per youtuber

So che cosa ti verrebbe da pensare: poiché faccio parte di una web agency questa domanda altro non è che una pubblicità.

Vediamo però se ritieni comunque valide queste motivazioni. 5 buoni motivi per cui uno youtuber come te dovrebbe avere un sito web professionale.


1. Aumenta la tua autorevolezza

Il semplice fatto di possedere un dominio con il tuo nome (o il tuo nickname) ti conferisce una maggiore autorevolezza, credibilità e posizione all’interno della tua nicchia, ovvero: una brand identity.


2. È uno spazio tutto tuo

Questo significa che puoi sfruttarlo per:

  • Promuovere i tuoi libri / pubblicazioni
  • Mostrare tutti i canali di traffico in cui sei presente (con i relativi vantaggi per chi ti segue)
  • Ricordare, attraverso un calendario, i prossimi eventi (live) in cui sarai presente
  • Pubblicare il vostro link referral di Amazon o di altri programmi di affiliazione
  • Raccogliere i tuoi video migliori / più significativi
  • Pubblicare la tua wishlist nel caso un tuo fan desideri farti un piccolo regalo


3. Rispondi alle domande frequenti

Oltre ad un nutrito gruppo di fedelissimi fan che ti segue sin dagli inizi, quasi certamente possiedi anche diversi utenti che ti stanno seguendo da poco o, addirittura, per la prima volta.

Per te potrebbe essere noioso ripetere le informazioni di base ogni volta; tuttavia molti dei nuovi iscritti al tuo canale potrebbero faticare a seguirti per via di contenuti presenti nei video precedenti.

Oltre a farti risparmiare tempo, ad evitarti di ripetere ogni volta le stesse cose, quindi, considera anche il vantaggio per chi vuole iniziare a seguirti: attraverso una pagina contenente le risposte alle domande più frequenti i nuovi utenti potranno conoscere meglio la tua esperienza e capacità di divulgazione.


4. Hai un ulteriore canale di traffico

Ne abbiamo parlato prima: prova ad immaginare, grazie alla SEO, quante persone potrebbero iniziare a conoscerti dopo una ricerca su Google.

Moltissimi utenti, infatti, si affidano ai motori di ricerca per trovare la risposta alle proprie domande.

Ricorda: non devi essere tu a decidere quale sia il canale di traffico migliore, ma consentire una più vasta scelta possibile al tuo variegato pubblico.

Tu stesso puoi godere del beneficio di riordinare le idee e di pubblicare guide complete da tenere aggiornate nel tempo.

Banalmente puoi fare “copia e incolla” dei contenuti che pubblichi negli altri canali. Per esempio puoi trascrivere il testo di un tuo video, replicare una newsletter o il messaggio che hai appena inviato sul tuo canale Telegram.

Se non lo sapevi YouTube, in automatico, crea una trascrizione del tuo video. Non hai bisogno, quindi di riscrivere tutta la tua conversazione.

Probabilmente dovrai rileggerla per correggere alcuni errori fatti dalla trascrizione automatica, ma nulla di più.

Se vuoi sapere come fare segui i semplici passaggi descritti in questa guida. È un servizio offerto da YouTube, quindi è completamente gratuito.

Ricorda: Google non sa “ascoltare”, ma sa “leggere”.


5. Puoi guadagnare attraverso banner pubblicitari o programmi di affiliazione

Ci sarebbe da parlare per ore su questo argomento. Non tutti i programmi che ti offrono guadagni sfruttando il tuo sito web, infatti, hanno la stessa rendita.

Per partire, per esempio, potresti affidarti a Google AdSense e al Programma di Affiliazione Amazon.